Genova, Italia – Solidarietà col mondo dei senza fissa dimora, e una preghiera perché “tutta la città sia buona come voi”

Una notte di fine gennaio, a Genova, quattro senzatetto slovacchi, Alica, Jan, Koloman e Zuzana, che dormivano sotto i portici del centro, sono stati aggrediti, picchiati, feriti gravemente. Un episodio triste, inquietante, un accanirsi vile e disumano contro chi era già stato ferito dalla vita.
Genova – istituzioni e cittadini – ha reagito all’accaduto con parole e gesti di vicinanza. Una cinquantina di persone ha vissuto “una notte da clochard”, in sacco a pelo, in segno di solidarietà con chi è esposto ogni notte, inerme, a una violenza senza volto.
Da parte sua la Comunità di Sant’Egidio, da anni amica del mondo dei senza fissa dimora, a Genova ed altrove, ha organizzato nella basilica dell’Annunziata una preghiera che ha visto la partecipazione di centinaia di persone. Tra loro moltissimi giovani, inclusi gli studenti di “Università solidale”, che da tempo raccolgono coperte per chi vive per la strada. 
Anche Koloman e Alica, usciti dall’ospedale, erano presenti.

Sul sito della Comunità, www.santegidio.org, leggiamo le belle parole del primo: “Le mie ferite sono guarite, ma rimangono le ferite del cuore. Però mi consola vedere tutta questa gente vicina a noi: mi piacerebbe che tutta la città fosse buona come voi”.

E quelle del responsabile di Sant’Egidio a Genova, Andrea Chiappori: "Sentiamo l’esigenza di fermarci e ascoltare il Vangelo, non per sfuggire alla realtà, ma perché è l’unico modo per non veder crescere il rancore e la violenza nella nostra città. Facciamo silenzio perché dal silenzio nascano parole e sentimenti nuovi, capaci di creare unità, di farci essere costruttori di accoglienza e di pace”.

 

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