Roma, Italia – Alle liturgie in memoria di Modesta e di quanti sono morti per la durezza della vita in strada “l’abbraccio di papa Francesco”

L’elemosiniere del Papa, mons. Konrad Krajewsky, ha celebrato lo scorso 2 febbraio una liturgia particolare in ricordo di Modesta e di tutti quei poveri che sono morti nella strada. La messa si è tenuta a Santa Maria in Trastevere, dove la Comunità di Sant’Egidio aveva invitato i senza dimora di Roma.
E’ una lunga tradizione, ormai. Una memoria iniziata 30 anni fa dopo la morte di un’anziana senza casa, Modesta Valenti, sentitasi male alla stazione Termini e non soccorsa perché “sporca”. Un caso di “malasanità” ma non solo; anche di indifferenza e di abbandono. Ecco perché la Comunità vuole continuare a ricordarla. Come pure, insieme a lei, tutti coloro che hanno conosciuto lo stesso destino di inaccoglienza fino alla morte. Alla liturgia, dopo la lettura di ognuno dei nomi di chi non c’è più, si accendono delle candele. Un gesto che vuole significare la certezza di un accompagnamento fino alla fine, la garanzia che non si sarà mai dimenticati.
All’inizio della liturgia mons. Krajewsky ha portato ai partecipanti il saluto dello stesso papa Bergoglio: “Stammattina, prima di venire qui con voi, ho salutato papa Francesco dicendogli che sarei venuto a celebrare questa memoria. Mi ha ascoltato con attenzione e poi mi ha detto: ‘Non potrò essere lì, ma porta a ciascuno il mio forte, forte, abbraccio!".
Quell’abbraccio continuerà ad essere trasmesso nelle prossime domeniche. Altre liturgie in memoria di Modesta e dei poveri morti sulla strada sono infatti previste nelle settimane a venire, a Roma e in tante altre parti del mondo dove Sant’Egidio è presente.

 

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