Domani Papa Benedetto XVI visita la casa famiglia “Viva gli anziani”. Ne parla Mario Marazziti a Radio Vaticana

La notizia è di quelle che riempiono di gioia: domani lunedì 12 novembre, papa Benedetto XVI si recherà in visita alla casa "Viva gli anziani", una della case per gli anziani della Comunità di Sant’Egidio, per incontrare gli anziani, visitare la loro casa, parlare con i giovani che, in maniera volontaria e gratuita, si prendono cura di loro.

E’ la terza volta che il papa visita la Comunità di Sant’Egidio a Roma. La prima volta fu nel 2008, in occasione del Quarantesimo della Comunità, quando si recò alla basilica di San Bartolomeo, luogo memoriale dei martiri e testimoni della fede del XX e XXI secolo. Il papa presiedette la Preghiera della Comunità. LA NEWS 

L’anno dopo, il 27 dicembre 2009, nella festa della Scra Famiglia, Benedetto XVI si reca alla mensa per i poveri della Comunità, in Via Dandolo, a Roma, e condivide il pranzo con i poveri amici della Comunità, fermandosi a parlare con loro: sono rifugiati, persone senza casa, anziani. Infine consegna i regali natalizi ai bambini, molti dei quali sono rom. 

Domani il papa, con la sua visita alla casa famiglia "Viva gli Anziani", offre un segno di incoraggiamento a chi è anziano, ma anche a quanti, come la Comunità di Sant’Egidio, si impegnano affinchè l’allungamento della vita non sia una condanna alla solitudine e all’irrilevanza, ma diventi, nella cornice dell’amicizia e dell’accoglienza della comunità cristiana, una vera benedizione.

Sulla visita di domani, Radio Vaticana ha intervistato Mario Marazziti. Riportiamo i tratti salienti della sua intervista.

 

Lucia Fiore (Radio Vaticana) Come state attendendo la visita del Papa?

R. – Lo attendiamo felici e sapendo che lui sceglie di lanciare un importante messaggio al mondo su un tema decisivo, in un mondo dove l’invecchiamento è una conquista, dove l’età si allunga, dove il mondo contemporaneo, però, ha poche risposte. Io credo che la sua saggezza, la sua umanità, il suo senso evangelico utilizzerà questa occasione per noi, per un’occasione di famiglia, ma sarà sempre un grande messaggio per il mondo.

D. – Che attenzione c’è per queste tematiche?

R. – Il mondo occidentale vede gli anni in più come una grande conquista. Tutti vogliono vivere di più, ma poi non c’è una risposta sulla qualità della vita, sul senso della vita, su come utilizzare questa grande occasione, quasi che una benedizione rischi di diventare una maledizione. E’ una società totalmente contraddittoria: il culto della giovinezza, rimanere giovani ed eterni fino a 100 anni e più, ma poi quando compaiono i problemi e l’età anziana vera, non si sa cosa fare. Credo, quindi, che in un Paese come l’Italia, in Europa, dove noi abbiamo praticamente – a parte il Giappone – l’allungamento della vita più consistente della storia umana, noi sentiamo che manca attenzione a questo tema, anzi gli anziani oggi sono sentiti quasi come un peso. In una società in crisi economica crea quasi una finta conflittualità, e la fa diventare vera, tra giovani generazioni e anziani, quasi che gli anziani rubassero i posti di lavoro ai giovani, mentre sono gli anziani che hanno creato il benessere di cui i giovani oggi possono godere. Credo, allora, che con il Papa noi potremmo offrire delle alternative, delle proposte, degli esempi. Abbiamo proprio in questa casa, al Gianicolo, a Roma – un posto bellissimo – la prima dimostrazione per gli anziani della bellezza e della possibilità di vivere bene, anche quando si è scarsamente autosufficienti; poi una serie di servizi innovativi che mostrano dei modelli anche ad una grande città come Roma e alle grandi città occidentali. Quindi, sono anche proposte concrete per rivedere il nostro stato del welfare.

D. – Cosa chiedono gli anziani?

R. – Gli anziani chiedono di essere pensati e trattati come persone, chiedono silenziosamente a volte di contare per qualcuno, chiedono di non essere lasciati soli. L’isolamento oggi è, praticamente, la concausa di morte più grave di grandi malattie acute e crea più morti anticipate anche di gravi patologie con cui gli anziani convivono. Quindi gli anziani chiedono dignità, chiedono di essere presi sul serio, di non essere fatti vergognare del fatto di avere bisogno di qualcun altro per vivere meglio. Gli anziani ci ricordano in realtà che tutti dipendiamo da qualcuno in un mondo in cui si vende il mito dell’autosufficienza, dell’indipendenza, dell’individualismo come se fosse un bene assoluto. In realtà, solo in misura diversa, mostrano la nostra vulnerabilità, il bisogno di vivere insieme. Gli anziani, dunque, mentre chiedono, sono paradossalmente una risposta anche ai nostri modelli di vita in crisi. Se noi riusciamo a costruire una vita dove gli anziani possono vivere bene e insieme a noi, non essere lasciati soli con le loro difficoltà in più, questo mondo, queste città diventano più vivibili per tutti.

PER APPROFONDIRE:

Benedetto XVI e la Comunità di Sant’Egidio. Incontri, udienze e messaggi >

Un Video-Dossier sul canale Youtube: "La Comunità di Sant’Egidio e gli anziani" >


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