Da Padova, tra luci di Natale e memoria dell’olocausto, un messaggio contro l’antisemitismo

La Comunità di Sant’Egidio e la Comunità Ebraica di Padova hanno promosso una marcia silenziosa domenica 2 dicembre 2012 per fare memoria della deportazione degli ebrei padovani.

Lo striscione con la scritta "Non c’è futuro senza memoria",  seguito da alcune centinaia di persone, ha attraversato un centro città già illuminato dagli addobbi natalizi. Un accostamento significativo, quasi a dire che la pace del Natale si prepara anche così; custodendo la memoria del male, con la ferma volontà di non permettergli più di distruggere vite, famiglie, la convivenza civile in una città.

La data della marcia ricorda il 3 dicembre 1943, che segnò sia l’inizio delle retate e degli arresti di ebrei in città, in esecuzione dell’ordinanza n. 5 della RSI, sia l’apertura del campo di concentramento provinciale di Vo’ euganeo. Il 17 luglio 1944, gli internati del campo furono deportati ad Auschwitz. Solo tre donne tornarono alle loro case. Tra loro Sylva Sabbadini, allora adolescente, che ha voluto inviare un suo toccante ricordo della deportazione.

La marcia ha attraversato l’antico quartiere ebraico e si è conclusa davanti all’ex sinagoga grande di rito tedesco, che fu distrutta da un incendio doloso nel maggio 1943. Lì hanno preso la parola l’assessore del comune di Padova Claudio Piron, Davide Romanin Jacur presidente della Comunità Ebraica di Padova, il rabbino capo Adolfo Locci e Alessandra Coin della Comunità di Sant’Egidio.

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