Rwanda – La Scuola della Pace, ponte in un paese che ha conosciuto troppi fossati

DOPO LE DIVISIONI ETNICHE, SONO LE DIFFERENZE ECONOMICHE A CREARE DIVISIONI IN RWANDA, UN PAESE CHE CONOSCE UN GRANDE SVILUPPO ECONOMICO

La Comunità di Sant’Egidio è presente da tempo in Rwanda. Le prime realtà che la compongono sono sorte qualche anno dopo il terribile genocidio del 1994, e i primi servizi sono stati quelli organizzati per gli orfani e i ragazzi di strada, vittime appunto della violenza genocidiaria e degli spostamenti di popolazione conseguenti.

Oggi il Rwanda è cambiato. E’ un paese relativamente stabile, organizzato, la cui economia cresce a tassi “cinesi”. C’è meno povertà e le ferite della guerra sembrano rimarginate. Anche Sant’Egidio si è radicata di più. A Kigali è stata costruita una bella casa della Comunità, mentre a Butare la vita in strada è ormai solo un ricordo per i ragazzi che, sostenuti con le adozioni a distanza, vivono nella casa-famiglia di Sant'Egidio, un approdo che ha significato per loro calore umano e opportunità di futuro.

E però, pur in un paese che cambia, che esce dal vicolo cieco del sottosviluppo, i poveri ci sono ancora. Nuove linee di faglia, socio-economiche, hanno preso il posto delle antiche divisioni etnico-identitarie, ormai bandite per legge. Ricchi e poveri vivono gli uni accanto agli altri, a una collina di distanza, ma separati da un destino difficile da evitare. La Comunità, come ha lavorato ieri per comporre ogni contrapposizione etnica, ogni odio residuo, lavora oggi per ricucire il tessuto sociale, per creare un ponte in un paese che ha conosciuto fin troppi fossati.

E’ quel che accade nel pieno centro di Kigali, lì dov’è la casa della Comunità. In quei locali, da cinque anni, due Scuole della Pace settimanali – il giovedì per i ragazzi di strada, il sabato per chi ha una casa e frequenta la scuola pubblica – cercano di offrire a tutti lo stesso destino, di istruzione, di convivenza, di prospettiva.

La Scuola della Pace, Ishuri ry’Amahoro in kinyarwanda, del sabato si rivolge in particolar modo ai figli delle donne che, riunite in cooperative, si occupano per il Comune, a salari molto bassi, della pulizia urbana. Sulla collina della casa della Comunità, il Kiovu cy’Abakire, ovvero il Kiovu “dei ricchi”, si dirigono i bambini e le bambine provenienti dal vicino Kiovu cy’Abakene, il Kiovu “dei poveri”. Ed in questo avvicinarsi, in questo comporsi di una delle nuove fratture del paese, si intravede già un futuro diverso, migliore e garantito per tutti.

La Scuola della Pace diviene allora un ponte prezioso fra due quartieri, separati da non più di un centinaio di metri, che rischiano di essere due mondi distinti, se non contrapposti. Ed è, alla fin fine, la possibilità che ci sia un Kiovu solo, quello dei rwandesi.

 

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