Guardiamo le gallerie di foto sui pranzi di Natale nel mondo: www.santegidio.org

Delle immagini che parlano di una festa che unisce poveri e ricchi, uomini e donne di nazioni e fedi diverse; di una festa che crea una famiglia larga, senza confini, capace di accogliere chi famiglia non ha, capace di suscitare gioia e calore attorno a sé. 
Sono le immagini della festa del pranzo di Natale
Le immagini che il sito www.santegidio.org ha iniziato a diffondere a un ritmo più veloce di quanto si desidererebbe per assaporarle con calma, le immagini dei tanti Natali delle comunità di Sant’Egidio nel mondo, di quell’unico, grande Natale che assume i tratti di un moderno presepe.
“Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia” dicono gli angeli ai pastori all’inizio del Vangelo di Luca, all’inizio di una storia di speranza e di salvezza. Noi, moderni pastori, tanto più sofisticati e a volte diffidenti, siamo invitati a farci avanti, a guardare alle tante mangiatoie che significano amicizia, solidarietà, condivisione.
Mangiatoie vicine e lontane. Mangiatoie africane, americane, asiatiche, europee. Mangiatoie di bambini orfani, o in istituto, di zingari, di lebbrosi, di anziani soli, o ancora in istituto, di carcerati, di senza fissa dimora, di disabili, di malati. Mangiatoie realizzate con mezzi poveri o con grande dispiego di risorse. Mangiatoie perfette e più “arrangiate”.
In tutte giace quella forza debole e innocente, quel sogno di riscatto e di rinascita, che potranno rivoltare il nostro mondo stanco e invecchiato.

 

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