Kwala Lumpur, Malaysia – Firmato l’accordo che pone fine al conflitto a Mindanao: una speranza di pace e di convivenza per le Filippine

E’ stato firmato ieri tra il governo filippino e il MILF (Moro Islamic Liberation Front) – grazie anche alla mediazione di diversi attori internazionali, e tra questi della Comunità di Sant'Egidio – un accordo quadro che prevede un regime di autonomia per il territorio del Bangsamoro, nell’isola di Mindanao. 
La conclusione del processo negoziale, salutata con soddisfazione dalla popolazione filippina e da tutti i mezzi di informazione, può aprire a una stagione nuova per la storia dell’arcipelago, chiudendo la piaga di una guerriglia che si trascinava da decenni.
Mindanao è l’isola più meridionale delle Filippine. Dai primi anni Settanta era stata teatro di una rivolta armata portata avanti da milizie islamiche per ottenere l’indipendenza del Bangsamoro (la terra dei Moro, ovvero dei musulmani) da Manila. Già nel 1987 si era raggiunta un’intesa basata su un’autonomia limitata della regione, ma una costola del movimento, il Fronte islamico di liberazione dei Moro appunto, aveva continuato la lotta. 
La firma dell’accordo sancisce oggi sia la rinnovata disponibilità della Repubblica delle Filippine, la più grande nazione cattolica dell’Asia, a includere e garantire le differenze e le minoranze presenti nel paese, sia la scelta di coinvolgimento e di responsabilità affermatasi all’interno del MILF.
Si apre un tempo nuovo, di impegno sulla via della pace, nella costruzione di una società più democratica e inclusiva, in un paese plurale come le Filippine, che, libero finalmente da conflitti interni, potrà concentrarsi sulla sfida dello sviluppo e sulla risposta a quei disastri naturali che tanto frequentemente colpiscono la sua popolazione.

 

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