Sant’Egidio in festa con i musulmani più poveri in occasione dell’ ‘Id al Fitr

I musulmani di tutto il mondo hanno appena celebrato l’ ‘Id al Fitr, la festa della “rottura del digiuno”, che segna la fine del mese sacro di Ramadan, dedicato al digiuno, alla preghiera e al soccorso dei poveri. 
La Comunità di Sant’Egidio ha espresso i propri auguri per questa ricorrenza a tutti i suoi amici musulmani, e ha voluto permettere la celebrazione dell’ ‘Id a quei poveri che non avrebbero avuto l’opportunità di farlo, tanto nel paesi musulmani, come in Indonesia – ed ecco la foto della festa dell’Iftar con i senza dimora, che pure in condizioni veramente difficili osservano scrupolosamente il digiuno -, quanto in Occidente – si veda la foto della cena di stile familiare che si è svolta nel Centro di Identificazione ed Espulsione di Ponte Galeria -.
“Grazie perché pensate a noi: siamo fratelli, cristiani e musulmani”, ha detto commosso un ragazzo egiziano in stato di fermo a Ponte Galeria.
E’ il senso, in effetti, di questo gesto di amicizia, vissuto in varie forme anche in altre parti del mondo dalle locali famiglie di Sant’Egidio, nello spirito del messaggio inviato qualche giorno fa, proprio per l’ ‘Id al Fitr, dal Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso: “Lavoriamo insieme per costruire ponti di pace e promuovere la riconciliazione. Possa la nostra amicizia ispirarci sempre a cooperare nell’affrontare le numerose sfide [che abbiamo di fronte] con saggezza e prudenza. In tal modo potremo aiutare a ridurre le tensioni e i conflitti, facendo progredire il bene comune. Dimostreremo pure che le religioni possono essere sorgente di armonia a vantaggio di tutta la società. Preghiamo che la riconciliazione, la giustizia, la pace e lo sviluppo rimangano le nostre prime priorità, per il benessere ed il bene dell’intera famiglia umana”.

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