Anche a Ngozi, in Burundi, l’estate dei giovani di Sant’Egidio con gli anziani

I più giovani della Comunità di Sant’Egidio di Ngozi, una cittadina del nord del Burundi, a pochi km dal confine col Rwanda, hanno iniziato nei mesi scorsi ad avvicinare gli anziani poveri che vivono mendicando attorno alla scuola. Gli altri membri della Comunità, adulti e universitari, li hanno sostenuti in questa amicizia. Un sabato dopo l’altro, con le visite, ma anche con delle feste insieme, si sono inoltrati nel mondo degli anziani, hanno potuto scoprire lo stato di necessità in cui vivono tanti di loro, i loro problemi, i loro bisogni. 
Primo fra tutti quello della casa. Non pochi sono gli anziani costretti a vivere per la strada, senza riparo né garanzie. Perché, allora, non impiegare i mesi estivi, liberi dagli impegni scolastici, per dare una casa agli anziani senza tetto? 
Tutta la Comunità si è data da fare: collette per acquistare legname e mattoni, una progettazione all’altezza, turni di lavoro: i primi due “cantieri” sono già avviati, e quasi conclusi. mentre altri sono in fase di allestimento. Nel frattempo si fa cultura: i liceali della Comunità hanno anche in programma di realizzare un’inchiesta sugli anziani che vivono sulle due colline vicine alla scuola, per censirne il numero e conoscerne meglio le condizioni di vita. 

 

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Bujumbura (Burundi) – Raccolte di farmaci e visite mediche: una rete di solidarietà per dare assistenza medica agli anziani

Dal 2009 la Comunità di Sant’Egidio di Bujumbura visita regolarmente una sessantina di anziani ricoverati presso la Maison Sainte-Elisabeth, l’unica casa di riposo del paese. Attraverso gesti semplici, quali la visita, la conversazione, le passeggiate in città, la condivisione dei momenti di festa – ad esempio col pranzo di Natale – quegli anziani hanno ritrovato gioia e speranza di vivere.

Ma l’istituto sconta gravi carenze in termini di assistenza sanitaria e di disponibilità farmaceutica.

Per questo motivo, dal 2011, la Comunità ha proposto a diversi medici di visitare gli anziani a titolo gratuito. Ne è nata una rete di solidarietà che garantisce agli ospiti dell’istituto un controllo settimanale. Restava da pensare alle medicine. Sant’Egidio si è rivolto ai farmacisti della città, ma ha anche lanciato attraverso i social network un’apposita campagna di sensibilizzazione. I risultati sono stati molto positivi, rivelando il desiderio di tanti di venire incontro al bisogno dei più sfortunati: i medicinali raccolti hanno permesso l’apertura di una piccola farmacia all’interno dell’istituto.

Gli anziani hanno accolto con gioia questi gesti di attenzione da parte dei loro amici più giovani. Uno di loro, Bernard ha ringraziato dicendo: “Già eravate i medici del cuore, ora siete anche quelli del corpo!”.

Ma il sogno che la Comunità coltiva è più grande. Tutti i servizi di Sant’Egidio sono del resto caratterizzati da una tensione insieme utopica e pragmatica. Pragmatica perché le differenti iniziative si misurano con le necessità immediate dei poveri e cercano di individuare soluzioni anche piccole e concrete. Ma pure utopica, perché ogni realizzazione nutre l’ambizione di contribuire allo sprigionarsi di più larghe energie di bene

Sono molti altri, infatti, gli anziani che attendono di essere curati! In Burundi i trattamenti medici fondamentali sono garantiti e gratuiti per le donne incinte e i bambini al di sotto dei cinque anni, ma non per la terza età. E, dato che la maggior parte degli anziani vive in condizioni di povertà estrema, è frequente che chi non può contare sull’aiuto di un figlio, debba rinunciare a una visita o a una medicina. Grave è poi il problema igienico. La maggior parte delle abitazioni in Burundi non ha l’acqua corrente e quando non si riesce ad assicurarsi l’acqua per proprio conto, e non si ha qualcuno che lo faccia per te, si risparmia fino all’ultima goccia. Ne risente l’igiene: spesso gli anziani sono affetti da parassitosi e malattie della pelle.

Per questo la Comunità intende portare avanti un’opera di sensibilizzazione tra la società civile di cui la raccolta dei farmaci è solo un primo passo. L’obiettivo è quello di suggerire e promuovere, con il concorso di altre associazioni, norme legislative specifiche a tutela degli anziani, in modo da non marginalizzare o penalizzare una fascia d’età che sarà numericamente sempre più consistente, anche in Africa.

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