L’Avana, Cuba – La pace è un’arte che si impara insieme, giovani e anziani

In questi giorni in cui si annuncia il prossimo viaggio di papa Francesco a Cuba, mentre il disgelo in corso tra la repubblica caraibica e gli Stati Uniti è una delle poche buone notizie sullo scenario internazionale, la Comunità di Sant’Egidio dell’isola è impegnata nel radicare la sua presenza, nel rafforzare la propria amicizia coi poveri, nella sfida di parlare alle nuove generazioni, comunicando a tutti “l’arte di costruire la pace”. 
E’ questo il nome di una campagna di solidarietà che i Jovenes por la Paz (Giovani per la Pace), il movimento giovanile di Sant'Egidio, sta portando avanti in diverse città cubane e in particolare nella capitale, L’Avana.
Laddove Sant’Egidio è presente tra i giovani, un po’ in tutto il mondo, un tema centrale è quello della solidarietà tra le generazioni, dell’amicizia tra i giovani e gli anziani. I giovani delle scuole secondarie scelgono di porre al centro l’attenzione nei confronti dei più anziani come un’occasione preziosa per far camminare insieme il passato, il presente, il futuro; come un impegno a far sì che nessuno sia messo ai margini della vita sociale; come un richiamo a una gioia, a una sensibilità, a una speranza, che sia di un popolo, e di un popolo intero. L’arte di gioire e di sperare, l’arte di costruire la pace, si imparano insieme, rifiutando la cultura dello scarto e ponendo le basi di una cultura dell’inclusione. Perché ognuno si arricchisce nell’incontro con l’Altro.
Ecco allora che all’Avana si sono succeduti per diversi giorni incontri, rappresentazioni, momenti di festa, laboratori di disegno, fotografia, canto, ballo, teatro. L’opportunità per tanti di esprimere il proprio talento, mettendolo a frutto a vantaggio degli altri, e in specie dei più poveri. 
Il tutto è culminato in un grande evento conclusivo a Plaza de Belén, nel cuore dell’Avana “vecchia”. Le giovani generazioni, riunite sullo sfondo della città coloniale, saldavano il passato al futuro e indicavano una via possibile di solidarietà intergenerazionale, di azione civile e culturale.

 

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Uno straordinario vivere. Un ciclo di incontri alla Luiss

"Abbiamo imparato cose che nessun libro ti insegna". E' questo uno dei commenti raccolti dopo il primo incontro del ciclo "Uno straordinario vivere", promosso dagli universitari di Sant'Egidio. Grazie alla collaborazione di alcuni docenti, a marzo e aprile nelle aule universitarie della "Luiss – Guido Carli" si alterneranno testimoni della solidarietà e persone impegnate nell'integrazione e nella pace.  

Protagonista dell'incontro "La città degli invisibili", tenutosi lo scorso 14 marzo, è stato Remigio S., un ex senza fissa dimora, amico di lunga data degli universitari di Sant'Egidio. Sollecitato dalla curiosità del pubblico e del docente che ospitava l'incontro, Remigio ha rivelato la formula semplice di una vita felice e piena di senso: amicizia e fiducia che gli altri sono una risorsa e non un nemico da cui difendersi.

 

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Il mio sogno: un mondo senza pena di morte e senza violenza!Giovani per la pace e Universitari di Sant’Egidio per la Giornata mondiale contro la pena di morte

Giovani per la Pace della Comunità di Sant'Egidio la bandQualche centinaio di studenti liceali e universitari romani hanno risposto all’invito dei Giovani per la pace e degli Universitari di Sant’Egidio partecipando all’incontro “City for life – Per un mondo senza violenza” presso l’ITIS "Galilei". 
All’incontro ha offerto la sua testimonianza Rais Buhiyan, giovane statunitense originario del Bangladesh, colpito da un attentato a sfondo razziale. Nel clima di paura scaturito dall’11 settembre 2001, Rais è stato gravemente ferito con un colpo di pistola da Marck Stroman, appartenente a un gruppo di estrema destra che vendicava le vittime delle Torri gemelle uccidendo cittadini musulmani. La risposta di Rais non è stata la vendetta: egli si è battuto perché venisse concessa la grazia al suo attentatore, condannato a morte.
Ha detto Rais: “Anche se Marck ha provato a uccidermi, volevo salvargli la vita. Quello che ha fatto veniva dalla rabbia e uccidendolo non avremmo toccato le cause profonde di quel gesto: odio, rabbia, paura, ignoranza. Vivendo, Marck sarebbe divenuto una persona migliore e avrebbe parlato ad altri”. Gli sforzi di Rais non sono bastati e Marck è stato giustiziato. Ma il perdono è stato più efficace della vendetta, tanto che prima dell’esecuzione Marck ha chiamato Rais “fratello” e ha detto di volergli bene. 
Al termine di una testimonianza vibrante, Rais ha chiesto a tutti di impegnarsi per un mondo senza razzismo e violenza.
Il messaggio è stato raccolto dai Giovani per la pace, che nei loro interventi hanno espresso il desiderio di far vincere la speranza sulla paura. Dall’incontro è sorta infatti la proposta di un impegno più determinato contro il razzismo e l’antisemitismo nelle scuole e nelle università romane. “City for life – Per un mondo senza violenza” ha rappresentato il momento culminante di una serie di conferenze, lezioni e tavole rotonde che si sono svolte nei principali istituti e atenei della città.
iovani per la Pace Comunità di Sant'Egidio per un mondo senza pena di morteMentre i romani esprimevano il loro sdegno per i recenti episodi di antisemitismo, i Giovani per la pace e gli Universitari di Sant’Egidio si sono mobilitati, contrastando con la forza della cultura il razzismo e la violenza.
L’incontro dei Giovani per la Pace e degli Universitari di Sant’Egidio è stato arricchito dal collegamento con l’ITIS “Giorgi” di Brindisi. Dopo il terribile attentato che ha ucciso Melissa Bassi è nata una forte amicizia tra giovani romani e pugliesi. “Grazie a Sant’Egidio si sono ridotte le distanze tra il sud e il nord”, ha osservato una docente. Mentre uno studente ha affermato con convinzione: “Dopo la paura c’è la speranza. La speranza di crescere e migliorare. Anche se siamo una piccola goccia in un grande oceano, siamo pieni di passione e volontà per costruire un mondo migliore!”.
Il messaggio di "City for life – Per un mondo senza violenza" è stato rilanciato dalla musica delle band del movimento musicale Sounds for Peace, che hanno accompagnato con le loro note l’incontro e promosso il concorso Play Music Stop Violence.

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Giovani europei in cammino per un mondo senza violenza e senza razzismo. A Budapest, con Sant’Egidio

Giovani europei in marcia per un mondo senza violenzaIl 17 novembre i Giovani per la Pace hanno compiuto una nuova tappa per la costruzione di un mondo senza violenza e senza razzismo.
Studenti liceali e universitari si sono dati appuntamento a Budapest, in Ungheria, a due mesi dal pellegrinaggio ad Auschwitz.
All’incontro hanno partecipato giovani di Budapest e Pécs, ma anche rappresentanti da Brno (Repubblica Ceca) e da Bratislava (Slovacchia). 
Dopo la visita della città, i Giovani per la Pace si sono recati sulle sponde del Danubio, sul luogo dove nel 1944 le Croci frecciate fuicilarono centinaia di ebrei. Giovani ungheresi, cechi e slovacchi, insieme, hanno reso omaggio alle vittime dell’antisemitismo, sostando in silenzio davanti al monumento che ne ricorda la morte e ascoltando un brano dell’autobiografia di György Konrád, sopravissuto da bambino alle persecuzioni razziali. Infine, due bambini hanno deposto sulla riva dei fiori, segno di pace e speranza.
Nel pomeriggio i giovani si sono riuniti in assemblea per ascoltare il saluto videoregistrato di Béla Varga, sopravissuto alla Shoah da bambino, e diversi racconti dai vari paesi che testimoniano la crescita del movimento dei Giovani per la pace dopo il pellegrinaggio ad Auschwitz. L’incontro è stata anche occasione per fare festa insieme, cantare e guardare con fiducia il futuro.

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Sant’Egidio e Giovani per la Pace: un nuovo appuntamento per dire no alla violenza

Non è la prima volta che si incontrano. Sono i Giovani per la Pace della Comunità di Sant’Egidio, studenti delle scuole superiori e universitari. Nelle ultime settimane abbiamo ricevuto tante notizie delle loro iniziative per contrastare un clima violento che si va diffondendo, anche a livello giovanile.

Gli Africa Flashmob (di cui abbiamo visto i video) e le assemblee "Siamo tutti romani" per favorire l’integrazione e contrastare ogni forma di xenofobia e di razzismo, hanno avuto grande successo, indicando come il desiderio di una società plurale e pacifica non sia solo di alcuni, ma nel cuore di tanti.

Ora tornano con una nuova convocazione: City for Life, per un mondo senza violenza, un’assemblea a cui prenderà parte, come testimone dei rischi della deriva violenta, anche un giovane texano di origini del Bangladesh, Rais Buhyian, vittima del clima di violenza e di odio scatenatosi negli Stati Uniti dopo l’11 settembre, fondatore di un’associazione che propone la riconciliazione e il perdono e si oppone all’uso della pena di morte.

L’appuntamento è all’ITIS Galilei, Via Conte Verde, 51 Roma, il 29 novembre alle ore 16. Facciamolo sapere a tanti!

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