Le Comunità africane di Sant’Egidio per una cultura della vita a difesa dei bambini

Le comunità africane di Sant’Egidio, in particolare quelle dell’Africa occidentale, intensificano i loro sforzi per difendere i diritti dei bambini, per promuovere una cultura che rispetti la vita dei più piccoli.
In troppi contesti subsahariani c’è un’estesa incomprensione dei diritti di chi è minore, c’è una vasta sottovalutazione del valore e della dignità della loro vita. 
In tale prospettiva, a parte il grande sforzo che Sant’Egidio compie per garantire la registrazione anagrafica del maggior numero possibile di minori in Burkina Faso, è  notevole l’impegno delle comunità della Costa D’Avorio e della Repubblica di Guinea.
In Costa D’Avorio – nel contesto di una situazione pacificata, dopo la recente guerra civile, ma comunque difficile per l’aumento dei prezzi e l’allargamento del divario tra ricchi e poveri – Sant’Egidio gestisce quasi 40 Scuole della Pace, coinvolgendo 3300 minori tra bambini, adolescenti e ragazzi di strada. Un lavoro di educazione alla pace e di promozione umana quanto mai importante in un paese dove si sono purtroppo recentemente registrati casi di omicidi rituali di bambini – alcuni pensano infatti di poter diventare ricchi utilizzando parti del corpo di chi è stato ucciso secondo un determinato rituale, e a febbraio scorso uno di tali casi ha coinvolto anche una bambina che frequentava una delle nostre realtà -. Si tratta di dare speranza, di costruire una nuova cultura, proprio a partire dai giovani, coinvolgendo tanti in un movimento che punti a salvarsi insieme dalla crisi, nella solidarietà e nell'umanizzazione, che aiuti a resistere alla tentazione di rifugiarsi nel fascino dell'irrazionale e della violenza. Il movimento dei Giovani per la Pace cresce in Costa D'Avorio e aspira a farsi argine contro la disumanità e l'indifferenza.
Significativo anche il lavoro che porta avanti la Comunità nelle Scuole della Pace della Guinea. Anche qui, purtroppo, si assiste alla crescita della violenza sui minori. Sant’Egidio ha reagito con forza quando uno dei bambini del centro di Yimbaya è stato picchiato a morte dalla propria maestra perché non aveva soldi da consegnarle – è purtroppo pratica corrente, questa, in Guinea: diversi maestri arrotondano il loro stipendio taglieggiando i loro stessi alunni -. La preghiera organizzata da Sant’Egidio per levare la voce contro questa tragedia è stata radiotrasmessa a livello nazionale. La vicinanza ai più poveri ed in particolare i bambini più vulnerabili deve farsi informazione e sensibilità comune.

 

 

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