C’è chi deve cercare rifugio nei grandi spazi verdi di una città bella, ma non sempre accogliente ….
I Giovani per la Pace della Comunità di Sant’Egidio vanno a trovare i loro amici anche fuori dai percorsi consueti.
Nell’ambito del convegno che un centinaio di vescovi di tutto il mondo ha tenuto a Roma con Sant’Egidio per interrogarsi su come essere Chiesa della Misericordia in un mondo complesso, non poteva mancare una “pratica” della misericordia e la condivisione di un servizio ai più poveri.
Qui nella foto al visita di una trentina di vescovi al carcere romano di Regina Coeli.
L’incontro con le domande di tanti, la ricerca di consolazione e perdono, la possibilità di sfogo nella propria lingua …; tutto questo ha toccato il cuore di pastori e detenuti.
Un nuovo logo per la Scuola della Pace del Bambular, a San Salvador.
Tanti bambini si affacciano al mondo attraverso la finestra di una colomba con un ramoscello d’ulivo, simbolo di Sant’Egidio. E’ la speranza che i minori di quel paese insanguinato dalla violenza diffusa e di tutta l’America Latina guardino al futuro non attraverso la prospettiva spietata delle maras, bensì aprendosi a una visione di solidarietà e di pace.
Don Marco Gnavi, della Comunità di Sant’Egidio, ha presentato a Ginevra, al vertice tra Nazioni Unite e Consiglio Ecumenico delle Chiese, il progetto #safepassage per la creazione di corridoi umanitari in favore dei rifugiati, un progetto sostenuto congiuntamente da Sant’Egidio e dalla Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, un esempio di solidarietà, ecumenismo, buon senso, un modo di far sì che non si ripetano oggi gli sbagli o gli orrori del passato.
Il suo intervento si può vedere a https://youtu.be/NMblcemf2do?list=PLI22eVXX9FYktuWywWEGw8ASjbNmOqt3C …
In questi giorni di grande freddo nell’emisfero Nord del pianeta Sant’Egidio è mobilitato ovunque per sostenere con coperte, bevande calde, quant’altro, chi è senza casa, chi non ha un riparo.
A Catania, in Sicilia, e altrove la Comunità ha lanciato appelli per raccolte straordinarie di coperte e per segnalare ogni situazione a rischio ai servizi sociali preposti.
Proprio nella città, Goma, Nord Kivu, che l’ha visto nascere e crescere, nella città in cui ha dato la sua testimonianza di integrità e gratuità rifiutando del denaro, nonostante le minacce, perché permettesse il passaggio di generi alimentari nocivi alla salute della gente, è stato presentato il libro “Un chrétien face à la corruption”, sulla vita e la morte di Floribert Bwana Chui, membro di Sant’Egidio.
Nella foto il saluto del vescovo alla presentazione. Tra pochi giorni, infatti, verrà emanato il decreto ufficiale di introduzione della causa di beatificazione per martirio di Floribert.