Si ricordano familiari, amici, conoscenti che vivono la difficile prova della malattia. Ogni candela è un segno di speranza, di fiducia nel Signore che guarisce e salva.
Nel campo per rifugiati interni di Kunchingoro, nei pressi di Abuja, si accoglie al mondo Hauwa.
Nella foto il padre, Ali, la madre, Kaita, e un membro della Comunità. La vita è più forte delle difficoltà se accompagnata dall’affetto e dalla solidarietà.
Nel terreno circostante la propria sede di Bujumbura Sant’Egidio ha iniziato a coltivare un campo di legumi e verdure: il raccolto sarà utilizzato per rispondere ai bisogni alimentari di chi vive per la strada.
In un tempo di freddo particolare per l’Italia in tanti si sono uniti alla Comunità nella visita a chi vive per la strada, a chi non ha riparo, portando coperte, sacchi a pelo, cibo e bevande caldi.
Bambini eritrei attorno al presepe per accogliere Gesù che nasce, nel giorno di Natale per le chiese ortodosse e non calcedonesi (7 gennaio): la semplicità e la gioia dei rifugiati per la festa di un bambino “per cui non c’era posto”.