L’elemosiniere del Papa, mons. Konrad Krajewsky, ha celebrato lo scorso 2 febbraio una liturgia particolare in ricordo di Modesta e di tutti quei poveri che sono morti nella strada. La messa si è tenuta a Santa Maria in Trastevere, dove la Comunità di Sant’Egidio aveva invitato i senza dimora di Roma.
E’ una lunga tradizione, ormai. Una memoria iniziata 30 anni fa dopo la morte di un’anziana senza casa, Modesta Valenti, sentitasi male alla stazione Termini e non soccorsa perché “sporca”. Un caso di “malasanità” ma non solo; anche di indifferenza e di abbandono. Ecco perché la Comunità vuole continuare a ricordarla. Come pure, insieme a lei, tutti coloro che hanno conosciuto lo stesso destino di inaccoglienza fino alla morte. Alla
liturgia, dopo la lettura di ognuno dei nomi di chi non c’è più, si accendono delle candele. Un gesto che vuole significare la certezza di un accompagnamento fino alla fine, la garanzia che non si sarà mai dimenticati.
All’inizio della liturgia mons. Krajewsky ha portato ai partecipanti il saluto dello stesso papa Bergoglio: “Stammattina, prima di venire qui con voi, ho salutato papa Francesco dicendogli che sarei venuto a celebrare questa memoria. Mi ha ascoltato con attenzione e poi mi ha detto: ‘Non potrò essere lì, ma porta a ciascuno il mio forte, forte, abbraccio!".
Quell’abbraccio continuerà ad essere trasmesso nelle prossime domeniche. Altre liturgie in memoria di Modesta e dei poveri morti sulla strada sono infatti previste nelle settimane a venire, a Roma e in tante altre parti del mondo dove Sant’Egidio è presente.
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Domenica 6 gennaio 2013 la Comunità di Sant’Egidio di Scutari, in collaborazione con la Diocesi, ha organizzato la marcia per la pace dal titolo "Pace in tutte le Terre e riconciliazione tra le famiglie".

Uno dei due scenari considerati è quello dell’Uganda settentrionale. Qui, nel “Nyumanzi Settlement” vivono migliaia di profughi del Sud Sudan tra cui la Comunità ha aperto una scuola primaria. Il progetto – finanziato con una colletta cui hanno partecipato tutte le famiglie di Sant'Egidio nel mondo – è articolato in sette classi, coinvolge una decina di insegnanti e centinaia di ragazzi e ragazze tra i sei e i 14 anni. Dopo aver cominciato le lezioni sotto gli alberi si è passati all’utilizzo di grandi tende attrezzate con banchi e si prevede di iniziare presto la costruzione di aule in muratura.
permettere la continuazione del percorso formativo di molte centinaia di bambini, che ora si alternano in due turni, mattina e pomeriggio, per seguire i curricola del paese da cui mancano da tre anni: una volontà di restare legati alla propria storia, una riaffermazione della fiducia che la pace e la convivenza sono destinati a riaffermarsi nella regione. .jpg)
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