La Comunità di Sant’Egidio e la pace.
Tre studentesse della Scuola per Mediatori Culturali e il loro ultimo ripasso prima dell’esame finale.
Il loro sarà un compito delicato, e prezioso: è giusto prepararsi bene ….
La Comunità di Sant’Egidio e i poveri.
“La Parola di Dio spinge a una ‘carità non ipocrita’, a dare a chi non ha da restituirci, a servire senza cercare ricompense e contraccambi. Allora possiamo chiederci: ‘Io aiuto qualcuno da cui non potrò ricevere? Io, cristiano, ho almeno un povero per amico?’.
I poveri sono preziosi agli occhi di Dio perché non parlano la lingua dell’io: non si sostengono da soli, con le proprie forze, hanno bisogno di chi li prenda per mano. Ci ricordano che il Vangelo si vive così, come mendicanti protesi verso Dio. La presenza dei poveri ci riporta al clima del Vangelo, dove sono beati i poveri in spirito. Allora, anziché provare fastidio quando li sentiamo bussare alle nostre porte, possiamo accogliere il loro grido di aiuto come una chiamata a uscire dal nostro io, ad accoglierli con lo stesso sguardo di amore che Dio ha per loro. Che bello se i poveri occupassero nel nostro cuore il posto che hanno nel cuore di Dio! Stando con i poveri, servendo i poveri, impariamo i gusti di Gesù, comprendiamo che cosa resta e che cosa passa” (papa Francesco all’omelia della messa per la III Giornata Mondiale dei Poveri).
La Comunità di Sant’Egidio e i poveri.
lanús: un quartiere della grande città che è Buenos Aires. Qui bambini e adolescenti costruiscono ponti di amicizia con gli anziani. Visitano due case di riposo, hanno fatto amicizia con tanti degli ospiti, condividono chiacchiere e festeggiamenti.
Bambini, giovani, anziani, tutti fanno spazio a una nuova cultura, secondo la quale non si è mai così piccoli e insignificanti da non poter cambiare il mondo.
La Comunità di Sant’Egidio e la pace.
All’università di Anversa, organizzata da Sant’Egidio, una testimonianza che coinvolge e fa pensare: i protagonisti del documentario “The Imam and the Pastor”, James Wuye e Mohammad Ashafa, raccontano l’amicizia nata tra leader religiosi nigeriani che si erano considerati “contro” per anni e hanno invece scoperto come sia possibile vivere insieme e collaborare per la pace e la crescita di un paese.