Un mosaico di solidarietà e di gioia: fotogallery del pranzo di Natale

Si assemblano di seguito alcune delle brevi descrizioni che accompagnano le immagini dei pranzi di Natale organizzati dalle comunità di Sant’Egidio nel mondo visibili nella fotogallery presente sul sito www.santegidio.org.
Come tante piccole tessere queste descrizioni – solo alcuni esempi di ciò che si sarebbe potuto dire a proposito di centinaia di pranzi – aiutano a comporre il mosaico di un’immensa tavola simbolo di solidarietà e familiarità che ha raccolto decine di migliaia di persone in tutti i continenti. 
Partiamo dalla Repubblica di Guinea, dalla Sierra Leone, dalla Liberia. In questi paesi, colpiti dall’epidemia di Ebola, scuole e università sono chiuse, le stesse celebrazioni natalizie hanno subito delle restrizioni. Ma, per dire che la malattia si può combattere, che la vita rinasce, con tutte le precauzioni necessarie per evitare ogni contagio, Sant’Egidio non ha rinunciato a celebrare un pranzo di Natale coi bambini, gli anziani, i mendicanti. Ciascuno era invitato a lavarsi le mani due volte: prima con acqua clorata, poi con il sapone. Il pranzo e le posate erano confezionate in monoporzioni chiuse, aperte poi da ciascun commensale. Tra i regali non mancavano prodotti per l’igiene personale.
Non lontano da quei luoghi, ad Abidjan, in Costa D’Avorio, il pranzo accoglieva senzatetto, ragazzi di strada, rifugiati interni di altre zone del paese, famiglie la cui casa era stata distrutte nelle recenti risistemazioni urbanistiche. Con loro la Ministra della Solidarietà, che ha distribuito i regali insieme a Babbo Natale: “Vedendo tutta questa gente sedere senza distinzioni di sorta alla stessa tavola si scopre il vero volto della convivenza e del sostegno reciproco”, ha detto.
Più a est, in Kenya, a Nakuru il pranzo è stato organizzato grazie a una sottoscrizione pubblica lanciata da Radio Amani (“Radio Pace” in swahili), un’emittente cattolica: “A Natale regala un pranzo ad un povero”, diceva la campagna. Il governatore della regione ha concesso la chiusura della strada principale del centro, Kenyatta Avenue, dove è stato allestito una grande tavolata, che ha attratto altri media e folle di curiosi
Altrettanto commovente il pranzo di Natale svoltosi a Beira, in Mozambico, nel reparto femminile della prigione centrale, dove sono recluse alcune decine di donne, spesso coi loro figli piccoli. Vi ha partecipato anche l'arcivescovo, che ha rivolto un saluto ai partecipanti.
Spostandosi in Asia possiamo citare il pranzo che si è svolto a Manila, nelle Filippine, con centinaia di bambini delle diverse Scuole della Pace della Comunità di Sant'Egidio in città. E’ anche così che ci si prepara alla visita di papa Francesco nel paese, prevista per gennaio prossimo.
Più a ovest, a Hong Kong (Cina), il Natale ha visto sedersi insieme i circa 100 anziani della Casa Fu Tung ed altre decine di poveri provenienti dal centro della città. Il pranzo è stato preceduto da uno spettacolo di canzoni popolari e al termine della festa gli anziani hanno voluto fare una donazione per sostenere i profughi del Medio Oriente.
Passiamo poi in Europa; ed è difficile scegliere tra le tante descrizioni. 
Si possono citare alcuni pranzi di Roma; quello di Fonte Nuova, ad esempio, con più di 200 persone, dove molti disabili dei laboratori d'Arte della Comunità di Sant'Egidio hanno aiutato preparando i regali, addobbando il salone, servendo i dolci natalizi; ma anche quello di Primavalle, dove erano presenti molti anziani e tanti nuovi europei: nessuno è straniero al pranzo di Natale!
Sempre a proposito del Vecchio Continente si può leggere del pranzo di Natale tenutosi a Berlino, nella chiesa di Hl. Michael, con i bambini della Scuola della Pace e famiglie di rifugiati provenienti dalla Siria, dall'Iran e dall'Eritrea. 
Ma anche di quello organizzato nel carcere di Frosinone, coi 106 reclusi che frequentano la scuola interna. Molti dei detenuti sono infatti giovani che, scontando la pena, cercano di studiare l'italiano e di apprendere un mestiere.
Nonché di quello svoltosi a Varsavia, nei locali della chiesa di Ognissanti. Il cardinal Nycz, presente al pranzo, ha detto: “Sono molto contento che siate venuti a questo pranzo. Nessuno vi lascia soli, soprattutto il Signore Gesù, che tra i suoi fedeli, tra i cristiani, vuole avere coloro che aiutano gli altri”.
Il viaggio tra i tanti pranzi di Sant’Egidio si conclude in America Latina. Ed è bello ricordare il pranzo che ha riunito 175 ospiti nella cattedrale di San Justo, suffraganea dell’arcidiocesi che ha sede nella capitale argentina. A san Justo, una delle città che compongono il cordone urbano esterno della Grande Buenos Aires, un popolo periferico geograficamente ed esistenzialmente ha vissuto il 25 dicembre una nuova centralità, insieme a tanti amici, in quello spirito che papa Francesco vuole la Chiesa viva e comunichi, a Buenos Aires, a Roma, ovunque nel mondo.

Guarda le fotogallery su www.santegidio.org

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